Un grande cuore si è fermato ieri mattina all'ospedale di Carpi. Ermes Mescoli, 81 anni quasi compiuti (li avrebbe festeggiati il 27 giugno), ha lasciato questa terra dopo una lunga battaglia contro problemi cardiorespiratori che negli ultimi mesi si erano aggravati. Con lui se ne va un pezzo della storia del basket emiliano-romagnolo e del volontariato cittadino.
Il fischietto che faceva danzare la pallacanestro
Chi frequentava i palazzetti negli anni Ottanta e Novanta se lo ricorda bene: Ermes Mescoli in campo con il suo fischietto, spesso in coppia con Daniele Mioni, a dirigere partite dei campionati interregionali. Non era solo un arbitro, era un protagonista di quella pallacanestro che cresceva e si faceva strada nella nostra provincia. La sua figura è entrata di diritto nella memoria storica del nostro sport locale, tanto da essere ricordata nel volume "La pallacanestro a Novellara" e nella "Storia del Basket carpigiano" pubblicata nel 2020. Testimonianze preziose di un'epoca in cui il basket locale viveva stagioni d'oro e Ermes ne era uno degli interpreti più rispettati.
Dal fischietto al volante dell'ambulanza
Ma Ermes non si è mai accontentato di vivere solo di ricordi. Nel 2011, a 65 anni, quando molti pensano alla pensione, lui ha iniziato una nuova avventura con la Croce Blu di Carpi. Come volontario conduttore di automezzi, ha messo la sua esperienza al servizio di chi aveva bisogno, distinguendosi subito per dinamismo e disponibilità anche nei servizi più impegnativi. "Una splendida, generosa, divertente persona, che ha sempre saputo essere così con tutti": così lo ricordano gli amici della Croce Blu. Parole che pesano più di qualsiasi medaglia, perché raccontano di un uomo che fino alla fine ha scelto di dare invece che di prendere.
L'ultimo viaggio
Purtroppo negli ultimi anni la salute lo aveva costretto a lasciare il volontariato, ma Ermes non ha mai perso quella vitalità che lo contraddistingueva. Fino a ieri mattina, quando i problemi cardiaci hanno avuto la meglio e l'hanno portato d'urgenza in ospedale, dove si è spento poco dopo il ricovero. Lascia la moglie Loredana e un vuoto difficile da colmare in chi lo ha conosciuto. I funerali si terranno domani alle 14,30, partendo dal Terra e Cielo di via Lenin, per l'ultimo saluto a un carpigiano che ha saputo essere sempre presente quando c'era da esserci.
Il ricordo di una città
In una Carpi che spesso fa fatica a riconoscere i suoi figli migliori, Ermes Mescoli rappresentava quella generazione che ha costruito il tessuto sociale della nostra città mattone dopo mattone, fischiata dopo fischiata, servizio dopo servizio. Senza clamori, senza chiedere riconoscimenti, ma con quella costanza silenziosa che rende una comunità davvero tale. Oggi Carpi perde un pezzo della sua anima sportiva e sociale. Ma il ricordo di Ermes continuerà a vivere ogni volta che un fischietto squillerà in un palazzetto o una sirena dell'ambulanza attraverserà le nostre strade. Perché alcune persone, anche quando se ne vanno, lasciano tracce indelebili nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incontrarle.