L'
Ospedale Ramazzini ha un nuovo alleato nella lotta contro i tumori polmonari. Si tratta di un
videobroncoscopio ecografico EBUS, una sofisticata apparecchiatura del valore di circa
120mila euro donata dall'
Associazione Malati Oncologici di Carpi (AMO). Un investimento che testimonia ancora una volta la generosità dei carpigiani e il loro attaccamento al proprio ospedale.
Una tecnologia che fa la differenza
Il nuovo strumento, il cui nome tecnico è
EBUS (Endobronchial Ultra Sound), rappresenta un salto di qualità nella diagnostica oncologica. Non si tratta di un semplice aggiornamento tecnologico, ma di una rivoluzione nel modo di approcciarsi ai tumori polmonari. La macchina combina una
sonda ecografica avanzatissima collegata al computer che permette di effettuare broncoscopie di precisione chirurgica e prelievi bioptici mirati con una accuratezza impensabile fino a pochi anni fa. Come hanno spiegato il
dottor Alessandro Andreani, direttore della Pneumologia dell'Area Nord, e
Nazzarene Bigiani, responsabile del laboratorio di Patologia clinica e Citopatologia dell'Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, l'équipe interdisciplinare potrà ora esaminare i campioni praticamente in tempo reale. Questo significa diagnosi più puntuali e tempestive, con un percorso terapeutico che può iniziare prima e con maggiori possibilità di successo.
La generosità che vince sulla burocrazia
Il bello di questa storia è la velocità con cui tutto si è realizzato.
Romana Bacchi, direttrice sanitaria dell'Ausl di Modena, ha sottolineato come l'apparecchiatura sia stata acquisita "a tempo di record" grazie alla generosità dei donatori e alla pronta disponibilità dell'azienda sanitaria. In un'epoca in cui spesso si sentono solo lamentele sui tempi della sanità pubblica, questa è una bella storia di efficienza e collaborazione tra pubblico e privato sociale. Il videobroncoscopio sarà utilizzato nelle sale operatorie del
Ramazzini e affiancherà le apparecchiature già in uso a Mirandola, potenziando così la risposta dell'intera Pneumologia dell'Area Nord in una logica di rete territoriale.
AMO, una storia di dedizione
Franca Pirolo, presidente dell'AMO, ha espresso con orgoglio la soddisfazione per questa nuova donazione, testimoniando la generosità dei volontari e dei soci dell'associazione. Non è la prima volta che l'AMO dimostra il suo attaccamento concreto all'ospedale carpigiano: negli scorsi anni aveva già donato alla Pneumologia del Ramazzini un "pletismografo corporeo" per la diagnosi di patologie respiratorie croniche come la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l'asma. La
Pirolo, eletta presidente dopo le dimissioni del precedente presidente Paolo Tosi, sta portando avanti con determinazione la missione dell'associazione: essere concretamente a fianco dei malati e del loro ospedale di riferimento.
Una rete di eccellenza
La nuova apparecchiatura sarà utilizzata in stretta collaborazione con l'Oncologia diretta dalla
dottoressa Claudia Mucciarini. Saranno principalmente gli oncologi, in caso di sospetto, a indirizzare i pazienti verso questo esame che, combinando la broncoscopia tradizionale con l'ecografia, permette di visualizzare anche linfonodi e lesioni polmonari profonde vicine a trachea e bronchi principali. È un esempio perfetto di come dovrebbe funzionare la sanità: specialisti che collaborano, tecnologie all'avanguardia, e soprattutto una comunità che non si volta dall'altra parte quando c'è bisogno di aiuto. Il
Ramazzini e i suoi pazienti hanno ora uno strumento in più per vincere la battaglia più difficile. E questo, in una città come Carpi che ha sempre saputo fare squadra nei momenti che contano, non può che renderci orgogliosi.