Un appuntamento inedito quello di domenica 18 gennaio alle 11 alla Palazzina dei Giardini Ducali di
Modena:
"Photobook for Breakfast" unisce la convivialità della colazione mattutina alla riflessione profonda attraverso i libri fotografici dedicati alla
Palestina. Un'iniziativa che trasforma il gesto quotidiano del cornetto e caffè in un momento di condivisione e conoscenza.
Il format che unisce gusto e cultura
Sugar Paper porta nella città ducale il suo format originale che ha conquistato gli appassionati di fotografia: la lettura condivisa di libri fotografici accompagnata dalla colazione. L'iniziativa, a ingresso libero e senza necessità di prenotazione, si svolge all'interno della mostra
"Abitare il tempo", la prima retrospettiva italiana dell'artista palestinese
Taysir Batniji. L'evento rappresenta un'occasione unica per approfondire come la fotografia sia diventata strumento di resistenza simbolica all'occupazione, raccontando le tragedie e le speranze di un popolo attraverso l'obiettivo di artisti e documentaristi.
Tre opere al centro del racconto
Il programma di domenica si concentra su tre pubblicazioni fotografiche di particolare rilevanza.
"Interesting Things" dell'artista svizzera
Salome Erni propone una riflessione critica per decostruire l'egemonia delle narrazioni eurocentriche. L'opera
"Open" dello statunitense
Morgan Ashcom affronta invece le difficoltà di documentare nei territori occupati, dove la censura delle forze israeliane limita fortemente il lavoro dei fotografi. Particolarmente significativo è
"Landing" del fotografo palestinese
Maen Hammad, che esplora una pratica fotografica collaborativa in cui la comunità di skater palestinesi trasforma lo spazio urbano in un luogo di libertà e resistenza all'occupazione.
La mostra che fa da cornice
"Abitare il tempo", curata da
Daniele De Luigi per la
Fondazione AGO Modena Fabbriche Culturali, rappresenta un evento culturale di primo piano per la città. La retrospettiva di
Taysir Batniji, artista nato a Gaza nel 1966 e costretto all'esilio in Francia, racconta attraverso fotografie, video e installazioni l'esperienza dell'esilio e l'orrore della guerra con una narrazione poetica venata da amara ironia. L'artista, che da anni non può tornare nella sua terra d'origine a causa del blocco dei confini della Striscia di Gaza, intreccia nelle sue opere vicende personali e storia collettiva, offrendo una riflessione dove l'attualità si mescola alle memorie familiari.
Informazioni pratiche per i visitatori
La mostra rimane aperta fino al 15 febbraio con orari differenziati: dal mercoledì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 19, mentre nel weekend e nei festivi dalle 11 alle 19. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro (ridotto a 5 euro), con agevolazioni per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Previste inoltre facilitazioni per chi possiede il biglietto del Museo della Figurina con la mostra di
Paolo Ventura (ridotto a 5 euro), mentre l'ingresso è gratuito ogni prima domenica del mese per tutti e ogni mercoledì per i residenti. Ogni sabato alle 16 sono organizzate visite guidate su prenotazione attraverso il sito agomodena.it, senza costi aggiuntivi. Per i giovani visitatori è disponibile gratuitamente una guida illustrata da
Zhai Dewei, pensata per stimolare domande e riflessioni sui temi universali di perdita e speranza raccontati dalle opere, trasformando la visita in un dialogo intergenerazionale.