Carpi cancella l'onta fascista dopo 102 anni


Carpi cancella l'onta fascista dopo 102 anni

Dopo oltre un secolo di imbarazzante convivenza istituzionale, il Consiglio comunale di Carpi ha finalmente revocato la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa nel lontano 17 maggio 1924. Una decisione arrivata in una seduta solenne che ha celebrato gli 80 anni del primo consiglio democratico della città.

Un voto simbolico ma sostanziale

La delibera, presentata dal sindaco Riccardo Righi, è passata con 17 voti favorevoli (Partito Democratico, Carpi a Colori, Alleanza Verdi Sinistra, Forza Italia Carpi), 7 non votanti (Fratelli d'Italia, Lega Carpi) e un solo astenuto (Carpi Civica). Una maggioranza qualificata dei due terzi che ha permesso di chiudere una pagina controversa. Il voto ha concluso una battaglia iniziata dal consigliere di Forza Italia Michele De Rosa, che aveva presentato la mozione originaria. Un gesto che il sindaco ha definito "un segnale che guarda ai valori che tutti noi nei nostri ruoli siamo chiamati a difendere: libertà, democrazia e rispetto di chi ha dato la vita per ridarci quella libertà".

La resistenza dell'opposizione

Non tutti hanno però abbracciato questo "atto di giustizia storica". Il consigliere di Fratelli d'Italia Enrico Fieni ha bollato l'iniziativa come "l'ennesimo teatrino di distrazione di massa", sostenendo che si tratti di questioni di "102 anni fa che non interessano a nessuno". Più articolata la posizione della consigliera di Carpi Civica Monica Medici, che pur riconoscendo gli orrori del fascismo si è astenuta: "È sempre facile giudicare col senno di poi. Ricordare per me significa anche assumersi la responsabilità degli errori, non cancellarli".

Una serata di memoria condivisa

La seduta si è aperta con un momento celebrativo degli 80 anni del consiglio comunale democratico, alla presenza del Consiglio dei Ragazzi di Carpi. I giovani hanno presentato un gioco di memoria sui grandi protagonisti della lotta per i diritti umani, da Nelson Mandela a Martin Luther King, da Malala Yousafzai a Gandhi. Un momento toccante che ha visto i consiglieri adulti cimentarsi nel riconoscimento di figure che hanno cambiato la storia. Come ha sottolineato la coordinatrice Rita Andreoli: "Investire nella partecipazione dei bambini significa investire nel futuro della città stessa".

L'intervento dell'Istituto Storico

La dottoressa Metella Montanari dell'Istituto Storico di Modena ha presentato il nuovo portale elettorale che ricostruisce la storia democratica del territorio dal 1946 al 1951. "Carpi fu uno dei nove comuni che, nonostante la maggioranza di sinistra, scelse di tenere in giunta un rappresentante della Democrazia Cristiana", ha ricordato, sottolineando lo spirito di collaborazione post-bellico.

Le ragioni di una scelta tardiva

Perché revocare oggi una cittadinanza conferita un secolo fa? Il sindaco Righi ha spiegato: "In un tempo in cui i rappresentanti politici del nostro governo dicono che il 25 aprile sia divisivo, in cui ci sono candidati che definiscono il voto alle donne un attacco all'unità familiare, non è forse questo il momento di riaffermare i nostri valori?" L'assessore alla memoria Matteo Albarani ha aggiunto una riflessione storica: "Il fascismo si è accanito contro la democrazia, il multipartitismo, le amministrazioni locali. Ha promosso un linguaggio fatto di slogan e dissacrazione delle istituzioni. Elementi che purtroppo riconosciamo anche oggi".

Un'eredità complessa

La cittadinanza a Mussolini fu votata da un consiglio "privo di pluralismo e composto integralmente da rappresentanti del regime", come ricorda la relazione allegata alla delibera. Eppure, proprio in quel contesto di sopraffazione, Carpi esprimeva già "un'anima diversa" attraverso reti clandestine e organizzazioni della resistenza. Il territorio divenne simbolo della tragedia del Novecento con il campo di Fossoli e gli eccidi dei martiri, ma anche esempio di coraggio nella lotta di liberazione. Figure come Odoardo Focherini, riconosciuto giusto tra le nazioni, incarnano questa duplice anima della città.

Guardare al futuro

Come ha concluso il sindaco: "Da domani potremo dire che questa sera abbiamo reso giustizia a chi ha dato la vita per la nostra libertà". Un atto simbolico che, nelle parole della consigliera Elena Brina, certifica che "Carpi è una città antifascista". La seduta si è chiusa con l'approvazione di una delibera tecnica per l'ampliamento dei Laghetti Anna, segno che la vita amministrativa continua, ma con la consapevolezza di aver compiuto un gesto di civiltà che attendeva da troppo tempo.

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