È una tradizione che si rinnova, ma questa volta con un sapore antico ritrovato. Sabato 4 aprile alle 11, la chiesa di Sant'Ignazio di Loyola si preparerà ad accogliere uno degli appuntamenti più toccanti del calendario pasquale carpigiano: "La Desolazione di Maria Santissima", universalmente conosciuta come la "Desolata".
Il testimone passa a Correggio
Quest'anno porta con sé una novità che ha il sapore di un ritorno alle origini. Dopo decenni in cui la Corale "Giovanni Pierluigi da Palestrina" ha custodito gelosamente questo capolavoro dal 1987, il testimone passa alla Schola Cantorum "Sancta Caecilia" di Correggio. Non è solo un cambio di interpreti, ma un vero e proprio viaggio nel tempo: la partitura torna finalmente alla sua concezione originale del 1889, quando il maestro Giuseppe Savani l'aveva pensata per sole voci maschili. È interessante notare come questa scelta non sia casuale. Andrea Beltrami, che oltre a dirigere il coro ricopre il ruolo di direttore del Museo diocesano di Carpi, spiega con passione la filosofia che muove questa decisione: "La Schola Cantorum 'Sancta Caecilia' ha accolto questa sfida perché rispecchia perfettamente la sua missione statutaria: valorizzare il patrimonio culturale e musicale locale".
Un dolore che attraversa i secoli
La "Desolata" non è soltanto musica. È il grido disperato di una madre che ha appena sepolto il figlio, una metafora universale del dolore che ogni genitore teme. L'opera del maestro Savani, composta nel 1889, riesce ancora oggi a toccare le corde più profonde dell'animo umano, trasformando il pianto della Madonna in un canto che parla a tutti noi.
Il programma della mattinata
L'evento si snoderà in due momenti distinti. La prima parte sarà dedicata all'esecuzione integrale della "Desolata", seguita da una selezione di brani sacri d'autore che arricchiranno l'esperienza musicale e spirituale. Ad accompagnare la Schola Cantorum di Correggio ci sarà l'Ensemble "Sancta Caecilia", formato da un quintetto di archi e armonium, insieme a tre solisti che promettono di regalare emozioni intense: il soprano Serena Daolio, il tenore Domenico Menini e il baritono Inoue Tamon.
Una tradizione che si adatta ai tempi
C'è un dettaglio che racconta come le tradizioni sappiano evolversi rimanendo fedeli al loro spirito. Un tempo la "Desolata" veniva eseguita alle 6 del mattino dai seminaristi, in un'alba che doveva amplificare il senso di desolazione e raccoglimento. Oggi l'appuntamento è fissato alle 11, un orario che Beltrami definisce "un adattamento necessario per permettere una maggiore partecipazione e fruibilità". Non è forse questo il segno più bello di una comunità che sa custodire le proprie radici senza dimenticare di guardare al presente? La chiesa di Sant'Ignazio, sede del Museo diocesano di arte sacra in Corso Fanti 44, tornerà così a riempirsi di voci e di cuori, in un abbraccio collettivo che da oltre un secolo unisce i carpigiani nel momento più solenne dell'anno liturgico. L'ingresso è libero e gratuito, perché certe emozioni non possono e non devono avere prezzo.