Ieri a Carpi si è consumato un piccolo dramma quotidiano che avrebbe fatto sorridere Molière: tre barbieri denunciati per violazioni sulla sicurezza, come se le forbici potessero tagliare più della dignità del lavoro. Trentatremila euro di multe per chi dovrebbe saper maneggiare con precisione gli strumenti del mestiere, ma evidentemente non quelli burocratici della prevenzione.
C'è qualcosa di tragicomico in questa vicenda: mentre i clienti si fidavano ciecamente di chi teneva lame affilate vicino alle loro orecchie, erano proprio i lavoratori a trovarsi in condizioni di insicurezza. Mancavano i documenti di valutazione dei rischi, la sorveglianza sanitaria, i presidi di emergenza. Come se un barbiere tagliasse i capelli al buio, per citare la metafora azzeccata dell'articolo. La sicurezza sul lavoro non è un lusso ma un diritto, anche quando si tratta di rendere più belli i carpigiani.
Ma ieri non è stata solo la giornata delle forbici spuntate sulla legalità. A pochi chilometri di distanza, la storica Fabbrica Italiana Radiatori di Campogalliano ha chiuso definitivamente, lasciando 43 lavoratori in cassa integrazione straordinaria. Qui il problema non erano le violazioni delle norme, ma l'inesorabile logica del mercato che ha reso "insostenibile" la produzione.
Due storie apparentemente diverse che raccontano lo stesso disagio: il lavoro che cambia, si trasforma, a volte scompare. Da una parte piccoli imprenditori che non riescono a stare al passo con le normative, dall'altra una fabbrica storica che non riesce a stare al passo con i tempi. Il denominatore comune è l'incertezza che attraversa il tessuto produttivo del nostro territorio.
Mentre il presente si dibatte tra chiusure e sanzioni, Carpi guarda al futuro con un occhio sempre rivolto al passato. I lavori per il Centro visitatori di Fossoli procedono, con un milione di euro investito per non dimenticare. La ricostruzione della baracca 12, affidata alla stessa impresa che ha restaurato San Nicolò, ci ricorda che alcuni investimenti vanno oltre la logica del profitto immediato.
C'è una bellissima ironia del destino nel fatto che il Comune cerchi scrutatori per il referendum di marzo sulla riforma della giustizia. Proprio mentre i barbieri scoprono sulla propria pelle il peso della giustizia amministrativa, i cittadini sono chiamati a decidere come riformarla. La democrazia partecipativa si nutre anche di queste coincidenze.
Quello che emerge dal mosaico di ieri è il ritratto di una città che non perde mai il senso della misura. Non drammatizza eccessivamente le piccole crisi quotidiane, ma non le sottovaluta nemmeno. Sa che dietro ogni multa c'è un problema vero, dietro ogni chiusura una storia umana, dietro ogni commemorazione una lezione per il futuro.
Carpi dimostra ancora una volta di essere una comunità matura, capace di affrontare le contraddizioni del presente senza perdere la bussola della memoria e della speranza. Anche quando le forbici della burocrazia sembrano più affilate di quelle dei barbieri.