Carpi tra numeri e maschere: il doppio volto della domenica


Carpi tra numeri e maschere: il doppio volto della domenica

C'è qualcosa di profondamente carpigiano nella coincidenza che ha caratterizzato questa domenica di febbraio: mentre in piazza Martiri trentotto scuole celebravano il Carnevale con maschere e carri allegorici, nei nostri si studiavano gli investimenti programmati da Aimag per 274 milioni di euro. Da una parte la festa popolare, dall'altra i freddi numeri dell'industria. Eppure, a ben guardare, entrambi raccontano la stessa storia: quella di una città che sa guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Il piano industriale di Aimag è un documento che farebbe invidia a qualsiasi multinazionale: crescita dell'EBITDA a 92 milioni, utili che raddoppiano, investimenti mastodontici su acqua, energia e sostenibilità. Ma dietro questi numeri si nasconde una visione quasi poetica del territorio. Quando si parla di Comunità Energetiche Rinnovabili o del progetto "Città Pulite e inclusione sociale", non si sta semplicemente pianificando business, si sta immaginando una comunità più coesa e sostenibile.

L'ironia vuole che mentre Mostardino pronunciava il suo tradizionale sproloquio dal balcone del Municipio - antica tradizione che affonda le radici nel cuore popolare della città - a pochi metri di distanza si delineavano strategie che porteranno Carpi nell'olimpo delle smart city italiane. Il nostro amato borgomastro di cartapesta non poteva immaginare che la sua Carpi stesse per diventare un laboratorio di innovazione energetica, con dodici impianti fotovoltaici e il recupero delle acque reflue presso il depuratore locale.

Ma forse è proprio questa la cifra stilistica di Carpi: saper essere contemporaneamente antica e moderna, tradizionale e innovativa. Mentre i bambini delle scuole sfilavano in maschera per le vie del centro - momento di pura gioia collettiva che coinvolge l'intera comunità - i tecnici di Aimag mettevano a punto il revamping degli impianti e la seconda cabina Biremi a Medolla. Due facce della stessa medaglia: l'orgoglio di appartenenza e la proiezione verso il futuro.

Non è casuale che la domenica culturale carpigiana abbia offerto anche "Suoni contro" al Museo Monumento al Deportato e il concerto "In riva all'Arno" ai Musei di Palazzo dei Pio. Questa città ha sempre saputo coniugare memoria storica e progettualità, riflessione sul passato e costruzione del domani. Gli investimenti di Aimag su sostenibilità e inclusione sociale seguono la stessa filosofia: non si tratta solo di efficienza economica, ma di responsabilità verso le generazioni future.

Particolarmente significativo appare il progetto di recupero sabbie a Soliera e il riuso delle acque reflue in agricoltura. In un territorio come il nostro, dove l'agricoltura rappresenta ancora una fetta importante della dell’economia, questi interventi dimostrano una comprensione delle dinamiche locali. È la stessa sensibilità che ha portato ad organizzare aperture gratuite ai musei e spettacoli per famiglie: investire sulla cultura e sull'ambiente significa investire sulla qualità della vita dei cittadini.

La People Strategy annunciata da Aimag suona come un eco delle politiche inclusive che caratterizzano da sempre la nostra città. Quando si parla di valorizzazione delle competenze e sviluppo professionale, si sta in realtà progettando una Carpi più giusta e meritocratica, dove il talento possa fiorire indipendentemente dalle condizioni di partenza.

Conclusione: Questa domenica di febbraio ha mostrato il volto più autentico di Carpi: una comunità che sa festeggiare in piazza e al tempo stesso pianificare con lungimiranza il proprio futuro. Tra maschere carnevalesche e piani industriali, tra tradizione e innovazione, si disegna il profilo di una città che non ha paura del cambiamento perché ha radici solide. E forse è proprio questo il segreto di Carpi: saper essere contemporaneamente nostalgica e visionaria, popolare e colta, locale e globale.



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