Streghe, fuoco e inquisitori scendono in piazza: Finalestense torna a Finale Emilia con la sua XXIX edizione


Streghe, fuoco e inquisitori scendono in piazza: Finalestense torna a Finale Emilia con la sua XXIX edizione

C'è un momento dell'anno in cui Finale Emilia smette di essere una tranquilla cittadina della bassa modenese e diventa qualcosa di più inquietante e affascinante: un crocevia tra il presente e un passato fatto di processi, paure collettive e tribunali ecclesiastici spietati. Quel momento è arrivato di nuovo, e risponde al nome di Finalestense.

Siamo alla XXIX edizione della manifestazione storica più attesa del territorio, in programma da venerdì 19 a domenica 21 giugno 2026. Il tema scelto quest'anno, "Tenebre e oscurità nelle terre del Ducato", non lascia spazio all'ambiguità: si torna indietro nei secoli più bui del Ducato estense, quando il Tribunale del Sant'Uffizio trasformava ogni donna con un orto di erbe officinali in una potenziale alleata del demonio.

Quando la paura diventava legge

La storia che Finalestense porta in scena non è fantasia. È documentata, pesante, reale. L'Archivio di Stato di Modena conserva oltre 300 documenti redatti tra il 1329 e il 1785, anno in cui il duca Ercole III abolì definitivamente l'Inquisizione nel ducato estense, ponendo fine a quasi cinque secoli di procedimenti inquisitori. In quei fascicoli polverosi sono custodite le storie di oltre 6.000 persone sottoposte a indagini: donne vedove, meretrici, guaritrice, donne semplicemente più sveglie della media, che avevano la sfortuna di conoscere le proprietà curative delle erbe meglio dei medici dell'epoca. Bastava così poco per finire sul banco degli imputati del Sant'Uffizio.

Gli studiosi che hanno analizzato quel fondo archivistico modenese lo definiscono un unicum in Italia per vastità e organicità: una finestra aperta su un sistema di controllo sociale che usava la superstizione come strumento di potere. Finalestense ha il merito raro di tradurre tutto questo in narrazione viva, accessibile a grandi e piccini, senza perdere il rigore della ricostruzione storica.

Una manifestazione, tante anime

L'organizzazione è curata dal Comune di Finale Emilia, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e la collaborazione di un nutrito gruppo di associazioni del territorio: Ordine delle Cerchie, Associazione La Moda nei Tempi, Lo Cantacucco, I Conestabili del Finale e Laboratorio Rinascimentale. Un lavoro corale che anno dopo anno rinnova l'identità culturale di questa comunità e la proietta ben oltre i confini provinciali.

Il programma dei tre giorni è fitto di appuntamenti distribuiti in tutta la città storica: dalle piazze principali alle vie del centro, ogni angolo di Finale Emilia diventa palcoscenico.

I protagonisti in scena

Chi frequenta Finalestense da qualche anno conosce già la Compagnia del Saltarello, nata nel 2002 e dedicata alla danza storica dal Quattrocento al Settecento. Nel 2025 ha conquistato il primo posto al Premio Italia Medievale nella sezione Spettacolo: un riconoscimento che certifica una qualità artistica ormai fuori discussione. La compagnia sarà in scena sul sagrato del Duomo venerdì alle 23.00, sabato alle 19.30, alle 21.30 e alle 23.00, domenica alle 19.15.

L'apertura della manifestazione, venerdì 19 giugno alle 22.00, è affidata all'Accademia Creativa in Piazza Garibaldi: fuoco, luce, diavoli su carri e danza aerea per introdurre il pubblico nelle atmosfere della serata. Poco dopo, alle 22.30 e alle 23.30, in via Trento e Trieste entrano in scena i Giullari del Diavolo con il loro spettacolo "Tilopa e il contorno del diavolo": una compagnia nata nel 1993, che ha anche fondato Giullari senza Frontiere, portando spettacoli comici in zone di guerra e povertà nel mondo.

I Giullari di Spade, band nata nel 2016 con strumenti di diverse tradizioni musicali mondiali, cornamuse, percussioni e corde antiche, animeranno venerdì sera la piazza accanto al castello subito dopo la disfida della balestra. Sabato 20 suoneranno in Piazza del Teatro alle 19.00 e in Piazza Verdi alle 21.30; domenica alle 18.30 in Piazza Baccarini.

L'associazione di danze rinascimentali Gruppo Il Lauro, nata a Sansepolcro nel 2001 con l'obiettivo di ricostruire fedelmente le coreografie dei trattati dei maestri di Corte del Rinascimento, sarà in via Trento e Trieste sabato alle 18.30 e domenica alle 18.00, e in Piazza Baccarini sabato alle 21.30 e alle 23.00.

Il sabato è anche la giornata dei Sonagli di Tagatam, gruppo di musica medievale di Finale Ligure con cornamuse, rauschpfeifen, davul e percussioni varie, protagonisti in Piazza Baccarini alle 17.30 e alle 22.00, con repliche domenica alle 17.30. E poi Lucuthea, il duo formato da un mago e un attore che porterà il suo spettacolo di piro-magia "Mirabilia" in corso Cavour sabato alle 18.00, alle 22.00 e alle 23.30.

La domenica si chiude in grande stile: gli Sbandieratori Maestà della Battaglia di Quattro Castella, associazione fondata nel 2008 con circa 300 soci tra sbandieratori, musici, arcieri e giocolieri, saliranno in scena in Piazza Garibaldi alle 22.00. E nel pomeriggio il Teatro delle Isole porterà tra il pubblico Ganda, il rinoceronte a grandezza naturale che nel 1515 fece il giro dell'Europa stupendo re e popolani: uno spettacolo itinerante di meraviglia e poesia che strappa sorrisi con la stessa efficacia con cui le tenebre del tema principale fanno riflettere.

Informazioni pratiche

Date: venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 giugno 2026.
Luogo: centro storico di Finale Emilia (MO), con eventi distribuiti tra Piazza Garibaldi, Piazza Baccarini, Piazza Verdi, Piazza del Teatro, corso Cavour, via Trento e Trieste e sagrato del Duomo.
Ingresso: la manifestazione si svolge in spazio pubblico aperto. Il programma completo è scaricabile dal sito del Comune di Finale Emilia.
Organizzazione: Comune di Finale Emilia, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola.

Per chi viene dalla zona di Carpi e dintorni, Finale Emilia dista una manciata di chilometri verso nord-est: abbastanza vicina da meritare una serata, abbastanza diversa da sembrare un viaggio nel tempo. Il tipo di gita che si racconta ancora a settembre.

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