FIR Campogalliano chiude dopo decenni: 43 lavoratori in cassa integrazione straordinaria


FIR Campogalliano chiude dopo decenni: 43 lavoratori in cassa integrazione straordinaria

La storica Fabbrica Italiana Radiatori di Campogalliano chiude definitivamente i battenti. Lo scorso 16 gennaio, al Ministero del Lavoro si è concluso l'esame congiunto che ha sancito l'apertura della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività per tutto il 2026, coinvolgendo 43 lavoratori.

La decisione finale dopo mesi di trattative

La chiusura dello stabilimento di Campogalliano rappresenta l'epilogo di una crisi aziendale che si trascinava da tempo. L'azienda, parte del Gruppo Sira, aveva già annunciato l'insostenibilità economica della produzione a causa delle perdite dovute alle contrazioni del mercato dei radiatori. Leo Puca della Fiom Cgil e Massimo Occhi della Fim Cisl hanno lottato fino all'ultimo per evitare la chiusura senza tutele per i lavoratori. "La Cigs per cessazione è stata fortemente voluta da noi rispetto alla decisione iniziale dell'azienda di chiudere senza alcun sostegno per i lavoratori che non fosse la disoccupazione", spiegano i due sindacalisti.

I numeri della crisi e le ricollocazioni

Dei 43 lavoratori coinvolti nella procedura, nel giro di alcuni mesi ne rimarranno effettivamente 30 a beneficiare dell'ammortizzatore sociale. Gli altri 13 avranno destini diversi: .

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    • 2 lavoratori passeranno a un'azienda di San Marino del Gruppo Sira attraverso il trasferimento del ramo commerciale
    • 9 dipendenti continueranno a lavorare in altre aziende del Gruppo
    • 2 persone saranno accompagnate alla pensione nei prossimi mesi

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L'anticipo economico e i tempi dell'INPS

Una delle conquiste più importanti della trattativa sindacale riguarda l'aspetto economico immediato. L'azienda si è impegnata ad anticipare l'equivalente di una mensilità ai lavoratori, utilizzando ferie, permessi non goduti e quote del TFR. "Visto che nella Cigs non è possibile l'anticipo di mensilità da parte dell'azienda, ma il pagamento è diretto da parte dell'INPS, abbiamo chiesto con insistenza all'azienda per dare il massimo di copertura economica possibile", sottolineano Puca e Occhi. La tempistica prevede che a gennaio i lavoratori siano coperti dalla mensilità di dicembre più la tredicesima, a febbraio riceveranno l'anticipo aziendale, mentre da marzo dovrebbe partire l'erogazione INPS della cassa integrazione.

Politiche attive e riconversione

Parallelamente all'ammortizzatore sociale, sono già partite le politiche attive del lavoro. Il 22 gennaio si è tenuto l'incontro con la Regione Emilia-Romagna, mentre il Centro per l'impiego di Carpi offrirà ai lavoratori: .

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    • Corsi di aggiornamento professionale
    • Supporto per l'aggiornamento del curriculum vitae
    • Promozione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro

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Un anno per cercare alternative

I sindacati non si arrendono alla chiusura definitiva. "In questo anno di tempo continueremo a sondare la fattibilità di una riconversione industriale del sito di Campogalliano, e la disponibilità in tale senso del Gruppo Sira", dichiarano Puca e Occhi. L'impegno delle organizzazioni sindacali è quello di "esplorare fino all'ultimo ogni scenario e ogni opportunità che ne evitino la chiusura definitiva", mantenendo aperto il dialogo con l'azienda e le istituzioni. La chiusura della FIR rappresenta un duro colpo per il territorio modenese, dove l'azienda operava da decenni nel settore dei radiatori, un comparto che sta attraversando una fase di profonda trasformazione legata ai cambiamenti del mercato dell'edilizia e del riscaldamento.

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