Il passato che rivive nel presente
A
Fossoli, dove ottant'anni fa risuonavano le urla dei deportati e il rumore dei treni diretti verso l'orrore, presto sorgerà un
Centro visitatori che racconterà quella storia che non deve essere dimenticata. È stata aggiudicata alla
Mulinari Costruzioni Generali di Ravenna - la stessa impresa che ha ridato splendore al nostro
tempio di San Nicolò - la gara per il primo stralcio di questo progetto dalla forte valenza storica e sociale.
Un'opera da un milione di euro
Il progetto, del valore complessivo di
un milione di euro, vedrà per ora la ricostruzione della
baracca 12, che diventerà il cuore pulsante del centro con reception, servizi e sale espositive. L'impresa ravennate, insieme alla
I Martini di Magnacavallo (Mantova), si è aggiudicata i lavori con un ribasso dell'
11,11%, portando l'importo da 535mila a poco più di
475mila euro.
Una gara trasparente
Dieci imprese si sono sfidate attraverso il Sistema per gli acquisti telematici dell'Emilia-Romagna, con una commissione giudicatrice che ha valutato le offerte in tre sedute pubbliche. Un processo trasparente per un'opera che porta con sé il peso della memoria storica.
Il finanziamento
I fondi arrivano in parti uguali dal
Ministero della Cultura e dalla
Regione Emilia-Romagna, a testimonianza dell'importanza nazionale e regionale di questo progetto. Non è solo una questione di mattoni e cemento: è la volontà di mantenere viva la memoria di quel
Campo di Fossoli dove passarono migliaia di deportati, tra cui
Primo Levi, prima del loro tragico viaggio verso i lager nazisti.
La tecnica al servizio della memoria
La
baracca 12 sarà ricostruita con una struttura interna in cemento armato, rivestita dai mattoni storici originali. Una soluzione che coniuga sicurezza moderna e rispetto per l'autenticità del luogo, permettendo ai visitatori di respirare l'atmosfera di quegli anni bui della nostra storia. Il progetto rappresenta un passo importante per trasformare
Fossoli in un centro di memoria attiva, dove le giovani generazioni possano toccare con mano ciò che significa la parola "mai più". Un investimento nel futuro che parte dalle radici del nostro passato più difficile.