A cinquantasei anni
Natalia Valeeva continua a seminare avversarie sui campi di tiro di mezza Europa. La nostra concittadina carpigiana, che ha fatto dell'arco la sua vita, è tornata dalla Francia con un altro oro al collo, conquistato a Nîmes in una delle competizioni indoor più prestigiose del continente.
Una carriera che sfida il tempo
Non è la prima volta che scriviamo di questa donna straordinaria.
Valeeva, che milita negli
Arcieri Aquila Bianca di Modena, porta con sé un palmares che farebbe invidia a sportivi di trent'anni più giovani. Sei Olimpiadi alle spalle - pensate un po' - con tanto di bronzo individuale e a squadre conquistato a
Barcellona '92, quando molti dei suoi attuali avversari non erano ancora nati.
Il trionfo di Nîmes
Il weekend scorso, nella cittadina francese di
Nîmes, si è consumata l'ennesima favola dell'arciera carpigiana. In una competizione che ha radunato ben
1.360 arcieri da tutto il mondo - oltre cento dall'Italia -
Valeeva ha dominato la categoria Master con una superiorità tecnica e mentale che ha lasciato tutti a bocca aperta. La tattica è stata quella di sempre: partire forte e non mollare mai. Nelle qualifiche ha chiuso al primo posto con
561 punti, mandando un messaggio chiaro a tutte le rivali. Poi, negli scontri diretti, ha messo in campo quella freddezza che solo l'esperienza può dare.
Un percorso da manuale
Nei quarti di finale ha liquidato la francese
Duchene senza troppi complimenti. In semifinale se l'è vista con la svizzera
Desponds, match più combattuto ma sempre sotto controllo. La finale contro un'altra francese,
Gillet, sostenuta dal pubblico di casa, poteva essere la classica trappola. Invece
Valeeva ha tirato fuori il meglio di sé, chiudendo con un netto
6-0 che non ha lasciato spazio a discussioni.
Il segreto di una campionessa
Cosa spinge una donna di cinquantasei anni a continuare a competere ai massimi livelli? Guardando la carriera di
Natalia Valeeva, viene da pensare che il tiro con l'arco sia molto più di uno sport: è una filosofia di vita. La concentrazione assoluta, la precisione millimetrica, la capacità di gestire la pressione - sono qualità che con l'età non si perdono, anzi si affinano. E poi c'è quella fame di vittorie che non si spegne mai. Chi ha assaggiato il podio olimpico, chi ha sentito l'inno italiano suonare per i propri successi, difficilmente riesce a accontentarsi di una vita tranquilla.
Un orgoglio per tutto il territorio
Questa ennesima medaglia d'oro è un motivo di orgoglio non solo per Carpi, ma per tutto il territorio modenese. In un momento in cui si parla spesso di giovani che abbandonano lo sport,
Valeeva dimostra che la passione vera non ha età. E che il nostro territorio, quando vuole, sa ancora esprimere campioni di livello mondiale. La sua è una storia che dovrebbe essere raccontata nelle scuole, un esempio di come la dedizione e la professionalità possano portare risultati straordinari. Perché se è vero che il tempo passa, la testa di un campione rimane sempre giovane.