La notte del branco
Non è stato un sogno della notte di San Silvestro. Tra venerdì e sabato scorsi, cinque lupi hanno fatto la loro comparsa nelle campagne di
Cortile di Carpi, immortalati in fotografie che hanno fatto il giro dei quotidiani locali. Un branco che si muove con la disinvoltura di chi ha trovato casa, proprio alle porte della nostra città.
La politica alza la voce
I consiglieri regionali di
Fratelli d'Italia Annalisa Arletti e
Ferdinando Pulitanò non hanno perso tempo a trasformare l'avvistamento in un caso politico. "La presenza di un branco di lupi nelle zone tra Carpi e Novi è un fenomeno che non deve essere sottovalutato", hanno dichiarato con la solennità di chi annuncia una catastrofe imminente. E in effetti, la preoccupazione non è del tutto infondata. Persone, allevatori, aziende agricole e animali domestici potrebbero trovarsi a fare i conti con questi nuovi inquilini a quattro zampe, poco inclini alle regole di convivenza civile.
Il gioco degli scaricabarile
Arletti punta il dito contro la
Regione Emilia-Romagna: "Non può far finta di non vedere". Dal canto suo, il
Governo Meloni viene dipinto come un modello di efficienza: dalla revisione della legge 157/1992 annunciata dal ministro
Francesco Lollobrigida, al percorso europeo per il "downlisting" del lupo, fino al modello emergenziale nazionale coordinato dal commissario
Giovanni Filippini. Una vera e propria operazione di marketing politico che trasforma i lupi in un caso di studio sulla gestione delle emergenze. Non manca nemmeno il riferimento al ministro
Tommaso Foti, impegnato nel "negoziato europeo sullo status del lupo" - come se i nostri quadrupedi fossero in attesa di un visto per l'Europa.
La realtà dei fatti
Al di là delle dichiarazioni roboanti, la questione resta seria.
Pulitanò non ha tutti i torti quando sottolinea la necessità di "un piano regionale serio di monitoraggio, prevenzione e intervento". Il problema è che mentre la politica discute e si accapiglia, gli agricoltori e i cittadini di Carpi si trovano di fronte a una situazione per cui "ovviamente non sono preparati".
Quello che manca davvero
Non servono solo proclami, ma fatti concreti: dati ufficiali, confronto strutturato tra istituzioni, misure preventive efficaci. La presenza del lupo in Emilia-Romagna non è più un'eccezione, ma una realtà con cui fare i conti. I cittadini di Carpi meritano risposte concrete, non lo spettacolo del "solito scaricabarile" tra Roma e Bologna. Perché quando i lupi bussano alla porta di casa, le chiacchiere politiche servono a poco.
Una riflessione necessaria
La natura ha le sue regole, e il ritorno del lupo è parte di un equilibrio più grande che spesso dimentichiamo. Ma è anche vero che la convivenza va gestita con intelligenza e pragmatismo, non con le solite schermaglie politiche. I carpigiani sanno bene che le soluzioni arrivano dal lavoro concreto, non dalle dichiarazioni d'intenti. È tempo che chi governa, a tutti i livelli, se ne ricordi.