Un viaggio ironico nelle follie del passato
Veronica Pivetti torna a calcare i palcoscenici dell'Emilia con uno spettacolo che promette di far riflettere e sorridere allo stesso tempo. Sabato
17 gennaio alle ore 21, il
Teatro Astoria di Fiorano Modenese ospita
"L'inferiorità mentale della donna", una rappresentazione che attraverso l'ironia smonta secoli di pregiudizi e pseudo-scienza maschilista.
La "scienza" che discriminava le donne
Lo spettacolo prende spunto dal famigerato trattato del
1900 scritto da
Paul Julius Moebius, assistente nella sezione di neurologia di
Lipsia, che con la tipica sicumera dell'epoca affermava:
"Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto". Roba che oggi, a distanza di oltre un secolo, fa sorridere per l'ignoranza che trasuda, ma che all'epoca veniva spacciata per verità scientifica. Il testo originale di
Moebius, definito giustamente "un evergreen del pensiero reazionario", sosteneva che le donne fossero dotate di crani piccoli e cervelli dal peso insufficiente. Non contento, il "luminare" tedesco rincarava la dose affermando che le signore erano "provviste di una totale mancanza di giudizi propri" e che "dopo poche gravidanze decadono e rimbambiscono".
Pivetti trasforma l'ignoranza in spettacolo
Veronica Pivetti, accompagnata sul palco da
Cristian Ruiz, riesce nell'impresa di trasformare queste aberrazioni intellettuali in un momento di riflessione critica e divertimento. L'attrice, con la sua proverbiale ironia, si sottopone persino a misurazioni dell'indice cefalico, raggiungendo quello che lei stessa definisce "l'acme della cultura maschilista". Lo spettacolo, firmato da
Giovanna Gra, non si limita alle teorie di
Moebius ma spazia attraverso altri "illustri" pensatori dell'epoca, compreso
Cesare Lombroso, che con la stessa sicurezza scientifica di una cartomante sosteneva che le donne mentivano e uccidevano più degli uomini.
Un format che unisce intrattenimento e denuncia
La forza dello spettacolo sta nel suo approccio: alternando monologhi e canzoni,
Pivetti riesce a denunciare l'assurdità di teorie che per troppo tempo sono state considerate verità assodate. Un'operazione culturale importante che, attraverso la leggerezza del teatro, affronta temi ancora tremendamente attuali. L'attrice, che ha affrontato personalmente periodi difficili legati alla depressione, porta sul palco anche episodi della sua vita privata, creando un ponte diretto con il pubblico e rendendo ancora più efficace il messaggio dello spettacolo.
Informazioni pratiche per non perderselo
Il biglietto costa
28 euro ed è acquistabile su
Vivaticket o direttamente alla biglietteria del teatro negli orari di apertura. Un dettaglio che merita di essere sottolineato: le persone con disabilità certificata hanno diritto all'ingresso gratuito, una scelta che dimostra attenzione verso l'inclusività. Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare al
366 3206544 dal lunedì al venerdì dalle
10.30 alle 12.30, mentre nel weekend è attivo solo il servizio WhatsApp. Un appuntamento che promette di essere molto più di una semplice serata teatrale: un'occasione per ridere delle assurdità del passato, ma anche per riflettere su quanto ancora oggi alcuni di quei pregiudizi, seppur in forme più sottili, continuino a sopravvivere nella nostra società.