Quattro circoli aprono le porte al sapere


Quattro circoli aprono le porte al sapere

Una bella storia quella che nasce nei quartieri di Carpi: dove i libri non bastano mai e i tavolini diventano ponti tra generazioni. Lunedì 2 febbraio prenderà il via "Tavolini", un progetto che sa di rivoluzione dolce, quella che trasforma le sale di quattro associazioni cittadine in nuovi spazi di studio e socializzazione.

L'idea che conquista i quartieri

L'iniziativa della Biblioteca Loria ha trovato terreno fertile nelle associazioni Guerzoni, Losi, Graziosi e Mattatoyo. Quattro realtà che hanno risposto "presente" all'avviso pubblico lanciato lo scorso dicembre, mettendo a disposizione le loro sale proprio quando la biblioteca chiude i battenti. Un'idea semplice ma efficace: perché limitare lo studio alle ore canoniche quando la voglia di imparare non conosce orari? Giuliano Albarani, assessore alla Cultura, ha definito questa sperimentazione "un passo ulteriore verso la costruzione di una città che legge". E in effetti, guardando i numeri dell'impegno culturale carpigiano - con i Musei di Palazzo dei Pio che nel 2025 hanno registrato quasi 39mila visitatori, un incremento del 10% - si capisce che il terreno è fertile.

Gli orari della conoscenza diffusa

Il progetto "Incontrarsi e studiare nei quartieri e nelle frazioni di Carpi" offre accesso gratuito senza tessere o burocrazia. Ecco la mappa degli spazi: .

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Una distribuzione intelligente che copre mattina, pomeriggio e sera, intercettando ritmi diversi di studio e socializzazione.

Il Patto che fa la differenza

Non è un caso isolato, questo dei "Tavolini". Si inserisce nel solco del Patto per la lettura già sottoscritto in città, che ha visto aderire 19 soggetti tra scuole superiori come Fanti, Vallauri, Da Vinci e Meucci, associazioni culturali, librerie e istituti di formazione. Un'alleanza che testimonia come a Carpi la cultura sia davvero un fatto comunitario. La sperimentazione durerà fino al 31 agosto 2026, coprendo sia l'anno scolastico che il periodo estivo. Al termine, i risultati determineranno gli sviluppi futuri di un'iniziativa che potrebbe fare scuola.

Una città che cresce leggendo

C'è qualcosa di profondamente giusto in questa storia. In un'epoca dove tutto corre veloce e virtuale, Carpi sceglie la via della prossimità e della concretezza. I "Tavolini" non sono solo mobili dove appoggiare libri e quaderni: sono luoghi dove si costruisce comunità, dove lo studio diventa condivisione e dove le associazioni di quartiere tornano ad essere quello che dovrebbero sempre essere - punti di riferimento per i cittadini. Il progetto risponde a bisogni reali: più spazi, più orari, più opportunità. E lo fa con quella semplicità che spesso manca nelle iniziative pubbliche. Niente fronzoli, solo sostanza: tavoli, sedie, silenzio e la possibilità di crescere insieme. Una scommessa pragmatica su una città che legge e che, evidentemente, ha ancora voglia di imparare.

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