"Suoni contro": a Carpi la musica esplora il dolore della guerra


"Suoni contro": a Carpi la musica esplora il dolore della guerra
A Carpi prende il via "Suoni contro. Musiche per un futuro oltre la guerra", un ciclo di quattro lezioni-concerto che esplorerà il complesso rapporto tra musica e conflitto armato, dall'antichità fino alle grandi guerre del Novecento. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Fossoli, si svolgerà tra il Museo Monumento al Deportato e il Campo di Fossoli nelle domeniche 1° febbraio, 1° marzo, 22 marzo e 17 maggio, sempre alle ore 11.00.

Un viaggio musicale attraverso i secoli

Gli appuntamenti, tutti gratuiti ma con posti limitati, vedranno protagonista l'Ensemble Concordanze in un percorso artistico che pone una domanda fondamentale: può la musica indicare la strada per superare la guerra? Le esecuzioni spazieranno da quartetti d'archi a trio con pianoforte, da voci soliste a composizioni pianistiche, interpretando opere di Heinrich Ignaz Franz von Biber, Ludwig van Beethoven, Benjamin Britten, Paul Hindemith, Maurice Ravel, Dmitri Shostakovich e Claude Debussy.

Il primo appuntamento: "La nascita del male"

Ad aprire la rassegna sarà "La nascita del male", domenica 1° febbraio presso il Museo Monumento al Deportato. Sul palco Giacomo Scarponi ed Elena Maury ai violini, Alessandro Savio alla viola e Mattia Cipolli al violoncello guideranno il pubblico in un viaggio che attraversa secoli di evoluzione culturale, mostrando come la percezione della guerra sia mutata da "massima esaltazione delle virtù maschili" a "male assoluto".

Dal mito greco alla modernità

Il concerto spazierà dalle antiche poesie greche fino al Novecento, con un programma che include la "Battalia" di Biber - ancora legata alla tradizione di imitare i suoni di guerra in chiave positiva - fino al Secondo Quartetto di Britten, composto durante la Seconda Guerra Mondiale come tentativo di "delineare un futuro per un'umanità messa di fronte alle macerie dell'apocalisse". Particolare attenzione sarà dedicata anche all'ironia come forma di resistenza: "Minimax" di Hindemith rappresenta una delle più "divertenti e feroci satire del militarismo", dimostrando come l'arte possa reagire alla guerra anche attraverso la parodia.

Un percorso tra memoria e riflessione

La scelta di ospitare questi eventi tra il Museo Monumento al Deportato - dove sono incisi i nomi di oltre quattordicimila italiani deportati nei campi di sterminio - e il Campo di Fossoli non è casuale. Questi luoghi, simbolo della memoria storica della deportazione e della Shoah, offrono un contesto particolarmente significativo per riflettere sul rapporto tra arte e conflitto.

Gli appuntamenti successivi

Dopo il debutto di febbraio, la rassegna proseguirà con "La risposta" (1° marzo), "Prima e seconda" (22 marzo) - entrambi al Museo Monumento al Deportato - e si concluderà al Campo di Fossoli il 17 maggio con "Voci spezzate".

Informazioni pratiche

La partecipazione è libera ma la prenotazione è fortemente consigliata vista la limitatezza dei posti. È possibile prenotare compilando il form disponibile al link https://bit.ly/4pOedPk. Un'occasione unica per i cittadini di Carpi e dintorni di vivere un'esperienza culturale che unisce alta qualità artistica e profonda riflessione storica.
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