Mesi di paura, denunce ai carabinieri e una richiesta urgente di trasferimento ad Acer. È questa la situazione in cui si trova una famiglia composta da tre donne, tre generazioni, costrette a convivere con un vicino di casa di 86 anni i cui comportamenti aggressivi e imprevedibili hanno reso invivibile la propria abitazione.
Un'escalation di comportamenti minacciosi
Tutto ha avuto inizio con episodi che, presi singolarmente, avrebbero potuto sembrare bizzarrie di un anziano: l'uomo si presentava sul pianerottolo brandendo un coltello, oppure azionava lo spray antincendio nelle scale condominiali senza alcun apparente motivo. Atteggiamenti inspiegabili, certo, ma che nel tempo hanno assunto i contorni di una vera e propria persecuzione ai danni della donna di 56 anni, della figlia 22enne e della piccola nipotina.
Le tre donne riferiscono inoltre di continue chiamate dell'anziano alle forze dell'ordine, segnalazioni pretestuose e prive di qualsiasi fondamento reale, con le quali l'uomo sembrava voler ribaltare la narrativa e presentarsi come la parte lesa. Un meccanismo che ha reso ancora più difficile per la famiglia farsi ascoltare e ottenere protezione.
L'aggressione con lo spray al peperoncino
La situazione è precipitata quando l'anziano ha spruzzato direttamente spray al peperoncino contro la madre della giovane. L'aggressione ha reso necessario il trasporto della donna al pronto soccorso per le cure del caso, segnando il punto di non ritorno di una vicenda che fino a quel momento le vittime avevano cercato di gestire con la speranza che cessasse da sola.
L'episodio ha spinto la famiglia a formalizzare la denuncia presso i carabinieri, documentando l'intera serie di comportamenti subiti nel corso dei mesi. Parallelamente, le tre donne si sono rivolte ad Acer, l'Azienda Casa Emilia-Romagna della provincia di Modena che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, chiedendo con urgenza di essere trasferite in un'altra abitazione per ragioni di sicurezza personale.
Il nodo dell'edilizia pubblica e della sicurezza condominiale
La vicenda, riportata dalla Gazzetta di Modena, mette in luce una problematica che non riguarda solo questa famiglia: quella della convivenza forzata in contesti di edilizia popolare, dove i tempi burocratici per ottenere un trasferimento possono essere lunghi, e dove situazioni di disagio o disturbo del comportamento in soggetti anziani rischiano di restare prive di una risposta tempestiva da parte delle istituzioni.
Oggi la famiglia attende una risposta concreta: dai carabinieri sul fronte penale e da Acer su quello abitativo. Tre donne che chiedono semplicemente di sentirsi al sicuro in casa propria.