Una nuova gestione del verde urbano
Carpi ha approvato un progetto innovativo che cambierà l'aspetto di alcuni spazi verdi cittadini. La Giunta comunale ha dato il via libera alle linee di indirizzo per sperimentare lo sfalcio ridotto in 14 aree verdi della città, per un totale di circa 59mila metri quadrati. La novità non significa abbandono o trascuratezza: i percorsi pedonali, le aree gioco, gli spazi per cani e le zone con panchine continueranno ad avere l'erba regolarmente tagliata. La differenza sarà nelle porzioni interne specifiche, dove l'erba potrà crescere più alta per creare piccole oasi di biodiversità urbana.
I benefici per l'ambiente e i cittadini
L'iniziativa carpigiana si inserisce nella Strategia nazionale per la biodiversità al 2030, approvata nel 2023 con decreto del Ministero dell'Ambiente. Come confermano le esperienze di città come Milano, che ha adottato pratiche simili con risultati positivi, lo sfalcio differenziato porta vantaggi concreti. Permettendo alle piante di completare il ciclo fino alla fioritura, si favorisce l'arrivo di api e farfalle, che a loro volta sostengono la catena alimentare di uccelli e piccoli mammiferi. L'erba più alta protegge il suolo, migliora la permeabilità del terreno e contribuisce ad abbassare le temperature, contrastando le pericolose "isole di calore" che rendono le città sempre più calde d'estate.
Le aree interessate dalla sperimentazione
La sperimentazione coinvolgerà due aree nel parco di Santa Croce, il parco delle Nazioni Unite, il parco Sigonio e il bosco di Cantone di Gargallo. Interessate anche le aree verdi di diverse vie: Canale Cibeno, Achille Caprari a Migliarina, Griduzza-Canalvecchio, Martinelli, Manara, Olivelli, Giustizia e la banchina di via Pezzana. Si aggiungono alle due zone già gestite con questi criteri: una porzione del parco Berlinguer e un'area verde sulla statale Romana a Fossoli, per altri 31mila metri quadrati.
Un progetto contro i pregiudizi
"Restituire spazio alla natura in città è soprattutto un atto di responsabilità verso il futuro", spiega l'assessora all'Ambiente Serena Pedrazzoli. "Ma permettere all'erba di crescere di più è anche un gesto semplice che ci fa stare meglio perché mantiene il suolo più fresco e mitiga le isole di calore, oltre a proteggere gli insetti impollinatori". L'amministrazione comunale vuole sfatare un pregiudizio comune: l'erba alta non causa l'aumento delle zanzare, che proliferano solo dove c'è acqua stagnante. Al contrario, questi spazi diventano habitat per le specie che si cibano di zanzare, contribuendo al controllo naturale di questi fastidiosi insetti.
Risparmio economico e reinvestimenti
La gestione a evoluzione naturale comporta anche un risparmio economico quantificato in circa 40mila euro, che saranno reinvestiti nella messa a dimora di nuovi alberi, nella sicurezza dei parchi e nella manutenzione straordinaria. Il progetto ha una durata iniziale di due anni e prevede un monitoraggio tecnico-ambientale per verificarne gli effetti. Le zone interessate saranno segnalate con cartelli informativi che spiegheranno ai cittadini i benefici ambientali e i dati sul raffrescamento termico ottenuto. Una piccola rivoluzione verde che punta a rendere Carpi più resiliente ai cambiamenti climatici, trasformando la gestione tradizionale del verde in un'opportunità per la biodiversità urbana.