I bambini di Carpi imparano la solidarietà giocando: la Croce Rossa porta i suoi valori nei campi estivi delle Terre d'Argine


I bambini di Carpi imparano la solidarietà giocando: la Croce Rossa porta i suoi valori nei campi estivi delle Terre d'Argine

C'è un modo per spiegare a un bambino di quattro anni cosa significa prendersi cura degli altri, e non passa né dai libri né dai discorsi solenni. Passa da un pupazzo con il ginocchio sbucciato. È questa, in fondo, l'idea semplice e geniale che sta dietro al CRI Summer Pack 2026, il progetto con cui il Comitato di Carpi della Croce Rossa Italiana è entrato quest'estate nei campi estivi del territorio, portando con sé giochi, attività ludiche e qualcosa di più difficile da misurare: il senso civico.

Il progetto ha preso il via l'8 giugno 2026 e si protrarrà fino al 31 luglio, toccando i quattro Comuni dell'Unione Terre d'Argine: Carpi, Novi, Soliera e Campogalliano. I posti disponibili? Esauriti. Non è un dettaglio di poco conto, in un'epoca in cui fare volontariato fa fatica a competere con lo schermo di uno smartphone.

L'ospedale dei pupazzi e la lezione di Henry Dunant

Il progetto è rivolto ai bambini dai 3 ai 10 anni, divisi in due fasce d'età con attività pensate su misura. Per i più piccoli, dai 3 ai 5 anni, il gioco si chiama "ospedale dei pupazzi": ogni bambino porta il suo peluche del cuore, simula un malore o una ferita, e impara rudimenti di medicazione. L'obiettivo non è fare di un bambino un paramedico in miniatura, ma seminare in lui l'istinto di alleviare la sofferenza, per usare le parole stesse del progetto.

Per i più grandi, dai 6 ai 10 anni, si sale di livello: c'è anche un gioco ispirato alla Battaglia di Solferino, l'episodio bellico del 24 giugno 1859 in cui il ginevrino Henry Dunant si trovò di fronte a oltre 40.000 feriti abbandonati sul campo di battaglia. Fu quell'orrore a spingere Dunant a fondare quello che sarebbe diventato il movimento della Croce Rossa Internazionale. Raccontarlo a un bambino di otto anni attraverso il gioco non è banalizzare la storia: è restituirle vita.

Un comitato in crescita, una città che risponde

A guidare il Comitato di Carpi della CRI c'è da pochi mesi la nuova presidente Claudia Ferrari, eletta nella tornata di maggio 2026 insieme a un Consiglio Direttivo composto da Giorgia Grossi, Martina Caliumi, Fabrizio Fantini e Luca Rasioli. Una squadra giovane che ha subito messo le mani in pasta, tra galà di beneficenza per il reparto di pediatria del Ramazzini, grigliate per l'acquisto di nuove ambulanze e ora questo progetto educativo nelle scuole estive.

Non è la prima volta che la CRI carpigiana dimostra attenzione verso i più piccoli. Qualche mese fa aveva donato 18 kit di giochi alle scuole dell'infanzia dell'Unione Terre d'Argine, selezionati con la Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza dell'AUSL di Modena, con una particolare cura per i bambini con disabilità. Il quadro che emerge è quello di un'organizzazione che non si limita al soccorso in ambulanza, ma lavora sul territorio con una visione più larga.

Il gioco come scuola di cittadinanza

Viene da chiedersi perché certi valori si insegnino ancora così poco e così tardi. La solidarietà, il soccorso disinteressato, la cura dell'altro: sono principi che le famiglie e le scuole faticano talvolta a trasmettere in modo concreto. La Croce Rossa di Carpi prova a farlo in modo pragmatico, con i giochi di cooperazione, con la simulazione, con storie vere trasformate in esperienze. Il fatto che tutti i posti siano andati esauriti suggerisce che i genitori carpigiani abbiano apprezzato. Forse perché, nel profondo, anche loro sanno che un bambino che impara a fare un cerotto a un pupazzo sta imparando qualcosa di molto più grande.

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